Le nuove mappe degli eco-conflitti in Italia e nel mondo

Parte la nuova edizione dell’Atlante internazionale della Giustizia Ambientale, una serie di mappe interattive che catalogano migliaia di storie di resistenza locali contro progetti dannosi per ecosistemi e comunità territoriali: dai rifiuti tossici al petrolio, dal clima alla deforestazione. Al via anche l’Atlante dei conflitti ambientali in Italia

L’Atlante è stato realizzato nell’ambito del progetto “Enviromental Justice Organization Liabilities and Trade (EJOLT)”. Questo progetto di ricerca collaborativa, volto a sostenere le organizzazioni impegnate nella giustizia ambientale, è finanziato dall’Unione Europea e coordinato dal Prof. Joan Martinez Alier presso l’Università Autonoma di Barcellona (ICTA-UAB).

L’Atlante EJOLT fornisce una potente rappresentazione visiva della portata dei conflitti ambientali in tutto il mondo e sottolinea l’importanza e l’urgenza di affrontarli, mostrandoli come elementi incorporati in un’economia globale piuttosto che come proteste isolate.

Mentre i media mainstream fanno notizia con il disastro e l’ impotenza, con le comunità colpite dipinte come vittime indifese piuttosto che come agenti di cambiamento, l’Atlante EJOLT replica a questo racconto con uno inno di speranza per la giustizia e la sostenibilità ambientale.

Nonostante la copertura dei conflitti nell’Atlante continui ad espandersi, molte regioni, come l’Asia centrale, il Medio Oriente e la Cina, non sono ancora adeguatamente rappresentate. Le organizzazioni e gli studiosi con competenze su temi specifici sono quindi invitati a contribuire all’ulteriore sviluppo di questo database e a collaborare alla creazione di mappe su temi specifici di interesse.

Il nuvo sito dell’Atlante EJOLT è stata lanciato alla riunione di chiusura del progetto, durante una conferenza internazionale sulla giustizia ambientale, recentemente organizzata a Bruxelles dalla rete delle ONG ambientaliste UE, “European Environmental Bureau”. L’Atlante è stato presentato ai legislatori europei come un efficace strumento per integrare le preoccupazioni per giustizia ambientale nella loro agenda politica e muoversi contro l’attuale atmosfera di impunità per i crimini ambientali.

Il nuovo sito web comprende, in particolare, la mappa globale degli “Ecocidi”, ossia i crimini commessi contro gli habitat, la biodiversità e il territorio.

Mapping Ecocide EJAtlas

(http://console.ejatlas.org/featured/ecocide)

Peraltro, il 13 Marzo, le ONG A Sud e il Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali (CDCA), entrambi partner italiani del progetto EJOLT, organizzano una conferenza a Romaper lanciare il primo Atlante Italiano dei conflitti ambientali. L’Atlante italiano si propone di estendere le indagini e la mappatura dei conflitti ambientali in Italia, già avviate nell’Atlante EJOLT, e di sviluppare una più esaustiva mappa incentrata sul nostro paese.

Dal suo primo lancio il 19 marzo 2014, l’Atlante EJOLT, ha avuto oltre un quarto di milione di utenti che hanno visualizzato quasi un milione di pagine. “Il nuovo sito web renderà ancora più chiari i collegamenti tra le attività economiche, le aziende e gli impatti ambientali, migliorando notevolmente il suo utilizzo da parte di organizzazioni per la giustizia ambientale e le comunità in prima linea”, spiega il coordinatore del progetto, la Dottoressa Leah Temper, “Questa nuova fase dell’Atlante EJOLT si propone di approfondire la discussione sui conflitti sociali dovuti agli impatti ambientali e di fornire un forum per le richieste di giustizia e di alternative, espresse dalle comunità più colpite ed emarginate.”

La nuova versione dell’Atlante comprende: La copertura di quasi 1400 casi di conflitti ambientali in tutti i continenti con il contributo di oltre 130 collaboratori; Il miglioramento della copertura di paesi in cui le informazioni sono difficili da raccogliere; Una nuova interfaccia dinamica con un feed personalizzato, aggiornato con casi recentemente commentati; Una più facile condivisione sui social media e la messa in evidenza dei casi “caldi”; Funzionalità di ricerca completamente riorganizzate, con l’inclusione di oltre 50 categorie di attività, gruppi di mobilitazione, tattiche impiegate (boicottaggio, occupazione del suolo, cause legali, attivismo e più) e filtri per azienda o ente coinvolti con relativi paesi di origine; Nuovi strati di dati geospaziali su diverse questioni, come la scarsità d’acqua, la copertura forestale, concessioni minerarie e pretrolifere, che permettono una maggiore comprensione del contesto e delle ragioni sociali e ambientali alla base dei conflitti.

Infine,  tra le nuove mappe tematiche incluse nell’Atlante EJOLT, queste due qui di seguito sono di particolare attualità.

Fracking Frenzy. Poiché le risorse di petrolio e gas convenzionali si riducono, l’industria dei combustibili fossili si rivolge sempre più alle fonti di energia non convenzionali, come gas di scisto, gas e metano di origine minerale. Questa mappa è stata disegnata sulla base del rapporto “Fracking Frenzy”, prodotto dall’ONG “Amici della terra” (Friends of Earth) e presenta i dati sulle riserve, il rischio di contaminazione dell’acqua e sulle reti di mobilitazione “Frackitivism”, attuali e potenziali, nei paesi del sud e di tutto il mondo.

Fracking Frenzy   EJAtlas

(http://console.ejatlas.org/featured/fracking-frenzy)

Debito Climatico. “Per eccesso di consumo, la capacità disponibile dell’atmosfera e del clima della Terra di assorbire i gas a effetto serra prodotti dai paesi sviluppati ha accumulato un debito climatico nei confronti dei paesi in via di sviluppo e della Madre Terra” (estratto del rapporto 2010 sulla Convenzione-quadro sul cambiamento climatico dell’ONU ). La nuova mappa mette in evidenza questa iniquia distribuzione spaziale delle fonti e degli impatti dei cambiamenti climatici, visualizzando le emissioni di CO2 pro-capite e un indice di vulnerabilità al cambiamento climatico, nonché il debito totale di CO2  (in milioni di tonnellate) di 154 paesi nel 2011 i, come calcolato dal ricercatore Rikard Warlenius dell’università svedese di Lund.

Climate Debt   EJAtlas

(http://console.ejatlas.org/featured/climate-debt)

Da parte sua, il nuovo Atlante italiano raccoglie le schede descrittive delle più emblematiche vertenze ambientali nel nostro paese. Dal Vajont a Casal Monferrato, da Taranto a Brescia, dalla Terra dei Fuochi alla Val di Susa, dalle zone di sfruttamento petrolifero alle centrali a carbone, dai poli industriali all’agroindustria, dalle megainfrastrutture alle discariche, l’Atlante italiano vuole essere un compendio delle emergenze ambientali di casa nostra e delle esperienze di cittadinanza attiva in difesa del territorio e del diritto alla salute.

L’archivio, che al momento del lancio conterrà oltre 100 schede di conflitto, è pensato per essere alimentato e utilizzato da ricercatori, giornalisti, docenti, studenti, cittadini, enti locali ed istituzioni pubbliche aventi come mission la salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica.

Una volta on-line, il portale diventerà strumento di mappatura partecipata. Registrandosi, gli utenti, potranno caricare direttamente sul portale schede monografiche inerenti specifici conflitti ambientali che, previa validazione da parte di un’apposita equipe di ricerca, entreranno a far parte della mappatura sulla home page dell’Altante italiano.

In tal senso, il portale mira ad essere non solo un archivio in continua crescita, ma anche uno strumento di produzione diffusa di documentazione, di partecipazione cittadina e di messa in rete di realtà territoriali, oltre che strumento di visibilità e denuncia dei fattori di rischio ambientale presenti da nord a sud del paese.

(Articolo per il blog Ambiente di Repubblica http://lambienteditutti.blogautore.repubblica.it/2015/03/05/ecco-le-nuove-mappe-dei-conflitti-ambientali-nel-mondo-e-in-italia/#more-237 )

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